1. Tutto il denaro nasce come debito
Graeber parte da un’osservazione fondamentale:
“Ogni volta che nasce denaro, nasce anche un debito.”
Nel sistema economico moderno, infatti:
Le banche commerciali creano denaro prestando: quando ti concedono un mutuo o un prestito, non ti danno soldi già esistenti, ma creano nuovi depositi elettronici sul tuo conto.
Quindi la moneta moderna è credito, cioè una promessa di pagamento registrata nel sistema bancario.
💡 In altre parole: il denaro non rappresenta un valore già prodotto, ma un debito futuro che qualcuno dovrà ripagare.
🏦 2. Il ruolo dello Stato
Lo Stato, da parte sua:
legittima la moneta (imponendo tasse da pagare solo in quella valuta);
si indebita emettendo titoli (obbligazioni) che le banche e gli investitori comprano;
ma spesso delega la creazione del denaro alle banche private.
Così si crea una alleanza tra Stato e sistema finanziario:
lo Stato garantisce il valore del denaro e tutela le banche;
le banche finanziano lo Stato e creano moneta tramite debiti.
Graeber chiama questo legame un “complesso debito-denaro-potere”.
⚙️ 3. L’effetto sociale
Questo sistema, secondo lui, ha tre conseguenze:
Tutta la società diventa dipendente dal debito: cittadini, imprese e Stati vivono in una catena di promesse future da onorare.
Il lavoro serve prima di tutto a ripagare debiti, non a creare valore o comunità.
Chi controlla il credito controlla la società: decide chi può creare moneta, chi può indebitarsi e a quali condizioni.
Per questo, il debito è una forma di potere politico, non solo economico.
📉 4. Il paradosso della moneta fiat (dal 1971 in poi)
Dopo il 1971 (fine del gold standard), il denaro non è più legato all’oro o a un bene reale.
È puro credito — cioè fiducia istituzionalizzata.
Graeber osserva che questo avrebbe potuto rendere l’economia più libera, cooperativa e creativa.
Ma invece:
il sistema è stato catturato da élite finanziarie;
il debito è stato usato per sottomettere gli Stati e i cittadini, non per emanciparli;
e ogni crisi (2008, debito sovrano, ecc.) è stata usata per rafforzare i creditori e far pagare i debitori.
🧭 5. Il messaggio finale
“Il denaro è una promessa sociale, non una legge naturale.”
Per Graeber, se il denaro è una promessa, allora possiamo ridefinire collettivamente le promesse che facciamo:
chi può creare moneta,
a beneficio di chi,
e con quali limiti morali.
In questo senso, propone di “democratizzare il credito”:
che la creazione del denaro non sia solo un privilegio delle banche, ma uno strumento di cooperazione e giustizia economica.
