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nobody
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nobody 2 years ago
Il trono del padrone. Inizio settimana da leoni. Non ho trovato il tempo per il disegno che avevo in mente per nostr. Quindi vi tocca il pippone fantafilosofico. Da quanto ho letto in una nota, nell’agone dei social qualche personaggio sostiene che l’avere molti seguitori (in inglese follower) comporti una responsabilità. Immagino ci si volesse riferire al rischio che qualche seguitore, nell’impeto ottuso di seguire un messaggio poco ispirato, possa causare un danno. Sintetizzando, io compio un’azione, ma la responsabilità è tua. Ora, quando ti appropri della mia responsabilità, non stai creando un’attenuante. Non stai determinando una causa. Mi stai considerando uno schiavo inetto. (BWV232, “Dona nobis pacem”)
nobody 2 years ago
Fate quello che volete, ma sembra che il fumo crei dipendenza. image
nobody 2 years ago
Est modus in rebus. Il mio dubbio, e timore, per il futuro di nostr era la possibilità che prendessero piede relay tematici a pagamento. Da qualche giorno però leggo note riguardo abbonamenti e contenuti visibili a pagamento. La questione è semplice, ma essenziale. Il protocollo deve garantire che le note siano sempre accessibili liberamente, o certe note possono essere disponibili solo se soddisfatte determinate condizioni? Nel primo caso avremmo un flusso libero e incontrollato di informazioni, che, in completa autonomia, potremmo moderare e parzialmente gestire. Nel secondo caso alcune informazioni, i cosiddetti contenuti, diverrebbero accessibili a quella parte di utenti disposta a soddisfare le condizioni di altri utenti. Certamente sarei libero di rigettare tali condizioni, ma resterebbe il fatto che, per motivi sostanzialmente economici, alcune informazioni sarebbero oscurate. Riassumendo: dall’apprezzamento per il contributo di un utente, ad esigere tale apprezzamento come condizione. In tutta onestà, preferisco il primo caso. Più semplice, più efficace e, a mia modesta opinione, più in linea con lo spirito che ha guidato la nascita di nostr. Monetizzare i contenuti è sempre possibile utilizzando mezzi collegati a nostr, ma distinti dal lato social del protocollo. Mi spiacerebbe vedere un’altra buona idea stravolta dalla solita “religione” del mercato. «est modus in rebus sunt certi denique fines, quos ultra citraque nequit consistere rectum.»
nobody 2 years ago
No pain. No gain. Leggevo poco fa un post di @bmaxi89 che riproponeva il concetto espresso nel titolo di questa mia nota. Semplice buonsenso. Semplice applicazione di un principio derivato dall’esperienza. Eppure… Oggi vale il principio esattamente opposto. Siamo indotti a considerare il possesso come un valore assoluto e non come il risultato di un impegno. Possediamo le cose prima di averle guadagnate. Ingrassiamo i mercanti e chi ci presta il danaro per acquistare beni che vorremo rimpiazzare prima ancora di aver estinto il debito. La vita a debito non è un futuro distopico, è un presente terribile.
nobody 2 years ago
Servi. In uno Stato in cui esistano leggi che impongano di pagare enti privati i cittadini sono servi. Quali e quante aziende private vengono pagate per legge?
nobody 2 years ago
Il figlio inetto. Fateci caso. L’inettitudine è divenuta un assioma. In mancanza di regole, leggi, indicazioni e consigli, insomma lasciati a noi stessi, scaraventeremmo il mondo nell’abisso. Non vediamo, non capiamo, non abbiamo gli strumenti. Siamo solo “normali”, di una normalità che non basta più. Allora, per il nostro bene, per il bene di tutti, andiamo regolati, vincolati da leggi. La via giusta deve essere l’unica che possiamo percorrere. Il buonsenso e l’ovvio sono solo pericolosi falsi maestri. Siamo i figli che, temendo di ritrovare la casa in fiamme, non lasceremmo mai a casa da soli.