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Francesco Simoncelli
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L'enorme importanza della Cina per il futuro dell'oro non dipende solo dal suo impoverimento a causa della guerra economica contro gli Stati Uniti e dalla devastazione degli investimenti sbagliati, dipende anche dalla domanda come rifugio sicuro tra i risparmiatori in Asia orientale, consapevoli dei rischi derivanti dalla guerra economica tra Cina e Stati Uniti.
La polarizzazione dell'Inghilterra contro la Russia si sta intensificando anche a livello sociale: Per comprendere questa avversione esistenziale e il motivo per cui è stata esasperata soprattutto negli ultimi 2 anni, c'è questo mio pezzo:
L'inesorabilità della Legge dei rendimenti decrescenti è tutta in questa notizia. Diversamente dal settore privato, però, la cui natura adattativa permette di rompere i vincoli passati, creare nuovi equilibri e quindi rendimenti acceleranti, la natura di quello pubblico gli impedisce di seguire lo stesso percorso. Ecco perché suddetta Legge verrà portata sino all'esasperazione, dove i rendimenti diventeranno talmente negativi da richiedere una correzione tramite rottura del sistema. Per un maggiore contesto, vi basti pensare che nello stesso periodo di 17 anni il PIL è cresciuto solo del 20%. E l'Italia dovrebbe essere un Paese in grado di aumentare anche le proprie spese militari?
Richard Duncan è stato di recente ospite sul podcast Wealth Formula per discutere della Scuola Austriaca. Nonostante duri solo 42 minuti, l'episodio è pieno di errori e fallacie.Ciò che rende la discussione rilevante per gli Austro-libertari non è il fatto che questi due non sappiano nulla di economia Austriaca, ma che le loro critiche sono tipiche di chi la semplifica eccessivamente e la sposta all'estrema destra dello spettro politico.
Questo singolo dato è devastante. Dovrebbe far accapponare la pelle di un qualsiasi governo, di un qualsiasi presidente del consiglio e di una qualsiasi persona che "viene confortata" dalle notizie positive sul PIL. 24 mesi di calo continuo significa morte economica, dato che un Paese non può reggersi solo sul turismo. L'edulcorazione della realtà attraverso una narrativa soporifera spacciata dai media generalisti non ne cambierà l'essenza: correzione dolorosa. L'Europa, poi, è indietro su tutto, soprattutto per quanto riguarda il progresso tecnologico. Questo, quindi, è l'ennesima prova di quanto ho scritto nel mio ultimo libro, "Il Grande Default", ovverosia che l'UE sarà l'epicentro del default. (https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9)
La maggior parte degli italiani prenderà con un sospiro di sollievo questa notizia, togliendosi la classica goccia di sudore dalla fronte e pensando che, alla fin fine, chi viene colpito dalla scure del fisco "ha di più" e "deve contribuire" al benessere sociale. Inutile dire che un simile pensiero, radicato nel postribolo socialista italiano, è il germe della propria distruzione e dolore economico. Togliere linfa vitale alla classe media significa azzoppare la formazione di capitale a favore di una sua consumazione immediata per far girare gli ingranaggi di uno stato sociale ipertrofico. Il benessere temporaneo percepito dai poveri è passeggero perché misure fiscali simili scaraventano nella povertà anche coloro che dovrebbero essere gli "addetti" alla creazione della ricchezza della nazione, andando quindi a ingrossare le fila di chi poi avrà necessità delle elemosine di stato. Da chi si prenderà poi? Dai poveri, ovviamente, visto che la loro dimensione sarà aumentata. Per quanto controintuitivo possa sembrare questo pensiero, ma lo è solo per gli italiani, è spiegato egregiamente da Chodorov in due dei suoi libri migliori: "La radice di tutti i mali economici" (https://www.amazon.it/dp/B0DKT2NZJB) e "Avanzamento e declino della società" (https://www.amazon.it/dp/B0DKJ9L4Y3). Causa ed effetto.
Il pezzo di oggi è uno di quelli che vi invito caldamente a leggere e rileggere perché rappresenta un'evoluzione di fatti di cui ho parlato spesso su queste pagine e che adesso iniziano a concretizzarsi. Molti di voi, cari lettori, ricorderanno il tanto citato saggio di Martin Van Creveld sul declino dello stato, ebbene l'articolo di oggi inserisce il tassello mancante in quell'analisi: cosa sostituirà lo stato-nazione? Van Creveld ci lasciava con questo quesito. Ovviamnete non poteva far altro per i suoi tempi. Addirittura c'è stato l'autore Frank Chodorov che, prima di lui, aveva ipotizzato uno scenario simile. Avevano la sfera di cristallo? No, come ci ricorda Tucker il sistema dello stato-nazione trasportava sin dalla sua nascita i semi della sua stessa distruzione. L'istruzione pubblica ha lavorato alacremente per nascondere e ritardare la loro germogliazione. L'inevitabilità di questo evento, però, è sempre stata presente e, come ricordo anche nel mio ultimo libro, porterà a delle scelte economiche drastiche che richiederanno alla popolazione generale di essere preparata in anticipo. Almeno per sopravvivervi avendo un vantaggio su coloro che invece resteranno passivi sino alla fine. Il pezzo di oggi, invece, analizza i fattori sociali e istituzionali configurando un'evoluzione degli eventi che, molto probabilmente, ci faranno addirittura rimpiangere l'architettura dello stato-nazione. Anche perché, come affermo anche nel mio libro, senza un'accelerazione ulteriore della centralizzazione dei poteri, l'Europa è destinata a una dissoluzione caotica e precoce.
Il grafico seguente rappresenta il rapporto tra il mercato azionario europeo e quello statunitense. In poche parole, quella che vedete è la fuga di capitali finanziari dall'Europa agli Stati Uniti. L'istantanea della "race to the bottom" è tutta qui. Se poi ci aggiungiamo anche la componente energetica ( diventa più chiaro perché l'epicentro del Grande Default è l'Europa. Alla luce di tutto ciò la recente telefonata di Scholz a Putin acquisisce una connotazione più coerente. image
Intervista degli organizzatori di Aperitech Night in vista della presentanzione del libro, “Il Grande Default”, a Bergamo. L'evento si svolgerà sabato 23 novembre 2024 dalle 16:30 alle 18:00 presso la Domus Orobica in via Pietro Mascagni 85. Per info e iscrizioni scrivere a: aperitech.night@proton.me
Apprendiamo dall'ultimo comunicato stampa della Commissione europea che si stanno intraprendendo azioni per aumentare la spesa per lo stato militare ( Finanziare uno stato sociale in continua crescita per creare un'economia artificiosa che rispecchia non le volontà del mercato, ma quelle dei pianificatori centrali, richiede l'espansione cavalcante dell'assistenzialismo. La povertà è un sottoprodotto inevitabile. Scriveva Rothbard: "Maggiore è l'entità dei sussidi statali, tanto più al mercato verrà impedito di funzionare e tanto più inefficiente sarà nel soddisfare i desideri dei consumatori. Maggiori sono i sussidi statali, tanto più basso sarà lo standard di vita di tutti". Se a ciò ci aggiungiamo anche una spesa militare da aumentare vertiginosamente, dato che l'UE è praticamente disarmata in quanto NATO = USA, per sostenere una guerra logorante (economicamente e socialmente), allora stiamo parlando di un disastro annunciato. Per chi? Non per i leader attuali dato che è conclamato che il loro obiettivo è saccheggiare il saccheggiabile attraverso il paravento delle elemosine. Spennare il povero è più proficuo rispetto ai ricchi. (https://www.amazon.it/dp/B0DKT2NZJB)Se alla non discrezionalità dei pagamenti dello stato sociale, cruciali per il tacito consenso all'architettura dello stato nazionale e del super stato UE, ci aggiungiamo anche quella dello stato militare, allora la ricetta per il disastro è servita. Sarà un'esplosione al rallentatore, ma è il risultato delle linee di (geo)politica di USA, BRICS ed UE stessa. Ecco perché, tra gli altri motivi che spiego nel capitolo 15 del mio ultimo libro, Il Grande Default, l'UE sarà l'epicentro del default: