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Francesco Simoncelli
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https://www.francescosimoncelli.com/
Da oggi il mio blog si avvale di un nuovo servizio: visto che diversi lettori l'hanno richiesto nel tempo, a grande richiesta arriva il podcast di Francesco Simoncelli's Freedonia. Diciamo che non è il solito podcast, dato che serve a far "risparmiare" tempo a chi legge. Una "lamentela" ricorrente è sempre stata l'iperestensione dei miei articoli sul blog... adesso li leggo io per voi. Audioarticoli potremmo chiamarli. Su Substack trovate già il primo episodio con la lettura del mio ultimo, e fondamentale pezzo, incentrato su economia internazionale, geopolitica e politica economica.
Articoli come questo hanno l'obiettivo di rendere ordinario lo straordinario. Uno dei motivi principali, tra l'altro, per cui in Italia si sventola il feticcio dell'occupazione "record" per fuorviare il pubblico circa le condizioni economiche reali.
Riprendo questa serie che avevo lasciato in sospeso. Un'analisi economica e geopolitica delle dinamiche alla base della guerra economica tra la cricca di Davos e i NY Boys. Sebbene ci si trovi in fasi negoziale adesso, e come minimo fino al mese prossimo, continuano a essere sposate pedine e aggravate situazioni già critiche. Senza contare che sono stati inseriti nel mosaico due nuovi tasselli: #Bitcoin e Tether.
Il taglio dell'Ires è come l'utopia di Galeano: tu fai un passo verso di esso e quest'ultimo fa due passi indietro verso l'orizzonte. Le condizioni necessarie per ottenere suddetto taglio sono talmente tante e vincolanti che sarà impossibile per qualsiasi impresa raggiungere i requisiti. Ecco quali sono: non aver messo nessuno in cassaintegrazione nel 2024-2025, la media degli occupati negli ultimi tre anni deve essere inferiore a quella del prossimo anno (quest'ultima superiore come minimo dell'1%), non distribuire l'80% degli utili e il30% di questo 80% deve essere reinvestito in transizione 4.0/5.0 (che nessuno si sogna di perseguire per quanto sono complicate da implementare).
Un obiettivo da $2.000 miliardi in risparmi di bilancio è cruciale per il futuro stesso della democrazia costituzionale e della prosperità capitalista in America. Infatti il crescente debito pubblico è ormai così fuori controllo che il bilancio federale minaccia di diventare una macchina finanziaria da giorno del giudizio. Quindi più potere al DOGE di Musk e Ramaswamy. A palate!
Questa è l'ennesima angheria nei confronti della popolazione inglese, rea nove anni fa di aver votato per la Brexit. La punizione più eclatante è stata la manipolazione del cross pair EURGBP sopra gli 82 (da parte di BCE e BoE), in modo da impedire a una sterlina più economica di attirare investimenti esteri nel Paese. Aumenti delle tasse, sequestro delle terre degli agricoltori, negoziati infiniti per la Brexit, ecc. sono stati tutti controlli eretti dalle istituzioni sia inglesi che europee (governi e banche centrali al seguito) per ostacolare la concretizzazione definitiva della Brexit. La popolazione in generale, e soprattutto la classe media, ha finito per odiarla proprio per questi motivi.
Il concetto di distruzione creativa espone i difetti critici sia del diritto antitrust che degli sforzi normativi moderni come il DMA. Questi interventi, lungi dal promuovere l'innovazione e proteggere i consumatori, servono solo a impedire la naturale evoluzione dei mercati e delle tecnologie. La minaccia più grande al benessere dei consumatori e al progresso economico non è il presunto potere monopolistico o la concentrazione delle aziende, ma la mano pesante della regolamentazione che soffoca lo spirito imprenditoriale che guida l'innovazione.
La BCE ha fatto letteralmente i salti mortali finora per manipolare i prezzi dei bond sovrani europei e tenerli soppressi. A tal proposito il differenziale di rendimento tra il decennale tedesco e quello americano è ai livelli visti l'ultima volta 4 anni fa. La Lagarde sta cercando in tutti i modi di tenere alti i prezzi dei bond sovrani, sacrificando però l'euro. La stessa cosa la sta facendo Bailey alla BoE. Questo perché ci sono migliaia di miliardi di dollari in swap sui tassi d'interesse, swap sulle valute e carry trade di altro genere che salterebbero in aria causando richieste di margine a cascata. Ora che il LIBOR è andato e la trasmissione dei guai finanziari non è più così scontata verso gli USA affinché paghino il conto per tutti, chi si ritroverà invece a dover pagare decenni di distorsioni e deformazioni finanziarie? Questa ovviamente è solo una breve riflessione di un'analisi più approfondita e dettagliata che potete trovare nel mio ultimo libro, "Il Grande Default". Infatti il fermento geopolitico attuale non è altro che la conseguenza inevitabile di una devastazione economica a monte.
Come spiegato nel mio ultimo libro, "Il Grande Default" (https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9), dopo l'esperimento delle obbligazioni SURE sulla scia della crisi sanitaria, l'UE ha la necessità esistenziale di mettere su un'integrazione fiscale e obbligazionaria a livello di debito sovrano per sopravvivere alla propria disintegrazione a causa della mancanza strutturale di mercati dei capitali liquidi ed energia a basso costo in grado di tamponare gli effetti dirompenti di una recessione economica incalzante e mai sparita. I mercati finanziari sono rimasti rotti sin dal 2008 e l'anello debole rimane l'UE. Da questo punto di vista è più facile spalmare il rischio su un blocco unico piuttosto che vederselo concentrare a livelli spropositati in singoli Paesi.
Va in pensione uno dei più grandi veggenti in ambito economico che il genere umano abbia conosciuto... secondo solo a Jim Cramer. Lo ricorderemo sempre per le sue previsioni "lungimiranti" sull'inutilità di Internet (1998) e #Bitcoin (2011).
Mettiamo anche che sia vero e che ci siano le "prove" di influenza dell'elettorato rumeno tramite Tiktok. In che modo questo giustifica l'abbattimento plateale, e a questo punto progressivo, dello stato di diritto? Ancora non s'è capito che le misure draconiane durante la pandemia erano funzionali a rendere malleabile l'opinione pubblica di fronte a questo tipo di ingerenza sfacciata? E non è stata anche questa propaganda? O esiste una versione buona e una cattiva? Il modello europeo è stato venduto a quello sino-russo e per quanto sì possano sbracciare i difensori dell'UE l'evidenza è indiscutibile: controllo capillare della società in stile sovietico. La guerra cinetica è la manifestazione disordinata di una guerra economica più grande, e l'UE ha bisogno di mobilitare la sua risorsa più grande: risparmiatori e contribuenti. E non devono fiatare, quindi devono disabituarsi a farlo... e forse la tanto sbandierata decarbonizzazione non è solo una battuta di spirito in questo contesto. Ma senza scomodare gli ultimi quattro anni la deriva autoritaria dell'UE parta da lontano: golpe contro Berlusconi e referendum irlandese per entrare nell'euro. Qui la cricca di Davos, insieme ai compari inglesi, hanno un disperato bisogno di girare la guerra economica contro gli USA (una parte di essi facente riferimento ai NY Boys) a loro favore. Questo significa che non si fermeranno davanti a niente e nessuno, alzando a ogni passo la posta in gioco. Aspettiamoci altri "fuochi d'artificio" prima del 20 gennaio...
Questo saggio di Arthur Hayes spiega come il QE per ricchi e poveri influisce sulla crescita economica e sulla massa monetaria, offre una previsione su come l'esenzione delle banche dal coefficiente di leva finanziaria supplementare (SLR) creerà ancora una volta la possibilità di fare un QE infinito per i poveri e, nella sezione finale, mostra come #Bitcoin supererà tutti gli altri asset quando deflazionato dall'offerta di credito bancario.
La guerra cinetica è solo la manifestazione disordinata di quella più ordinata a livello economico. La cricca di Davos ha ingaggiato guerra contro una parte degli Stati Uniti, perché più delle risorse energetiche a basso costo ha bisogno dei finanziamenti a basso costo. Sopratutto di una garanzia collaterale credibile e quella non è Bruxelles, non lo è mai stata. È sempre stata una tigre di carta in grado di vendere il suo potere di monopsonio fintanto che ha avuto accesso libero al mercato dell'eurodollaro. Dal 2019 le cose sono cambiate, ma per la cronistoria di questa tragedia potete leggere il mio ultimo libro, "Il Grande Default" (https://www.amazon.it/dp/B0DJK1J4K9). Il delisting di Tether in Europa non è altro che l'ennesimo colpo sparato contro gli USA. Tether, infatti, è lo stabilizzatore per eccellenza di Bitcoin e trasla nel regno digitale il dollaro. Dov'è l'equivalente europeo in grado di rivaleggiare? Non esiste. La de-dollarizzazione è una farsa: è il dollaro che sta facendo a meno di chi voleva fargli le scarpe.