The Bitcoin Alliance:
Samson Mow riflette sulle divisioni interne al mondo Bitcoin (Core vs Knots, maximalisti della self-custody vs aziende come MicroStrategy, ecc.) e sostiene che non esiste una vera e propria “comunità Bitcoin” monolitica, ma piuttosto una Bitcoin Alliance: un’alleanza di individui, aziende, sviluppatori e nazioni sovrane che condividono lo stesso obiettivo generale (il successo di Bitcoin) pur potendo dissentire fortemente sui dettagli.
Lezioni principali
- Bitcoin è un sistema aperto come internet: funziona proprio perché ognuno lo usa a modo suo, senza bisogno di uniformità o permesso.
- Un’alleanza è fatta di parti sovrane che collaborano verso una direzione comune senza dover pensare tutti allo stesso modo.
- Tutti hanno un ruolo utile: aziende treasury (es. MicroStrategy, Metaplanet), miner, sviluppatori, wallet/hardware, podcaster, pleb che stackano sats, e chi lavora sull’adozione nazionale (come JAN3).
Bitcoin è denaro (e molto altro)
Mow afferma chiaramente di credere che Bitcoin sia money, ma rifiuta l’idea che esista un solo modo “corretto” di usarlo. Criticando chi impone la propria visione (HODL only, spend only, ecc.), ricorda che anche i big blocker del passato dicevano “è nel whitepaper!” per imporre il proprio uso.
- Non esiste una “torta fissa”: ogni nuovo entrante (ETF, aziende, nazioni) aumenta la domanda su un’offerta fissa a 21 milioni → rafforza Bitcoin per tutti.
- L’adozione istituzionale non toglie nulla alla self-custody; spesso è un primo passo che porta le persone più in profondità.
Sul conflitto attuale (BIP110 / OP_RETURN)
Mow paragona la situazione attuale al Blocksize War, ma con ruoli in parte invertiti.
- Critica:Il metodo con cui è stata gestita la questione (fork aggressivo, bassa soglia di signaling, urgenza).
- Le tattiche di pressione e gli attacchi personali (simili a quelle dei big blocker di allora).
- Allo stesso tempo riconosce errori anche dal lato Core (rimozione del limite OP_RETURN gestita male, comunicazioni arroganti).
Sottolinea che Bitcoin cambia solo per consenso ampio, non per pressioni o UASF forzati. Nessuno può obbligare gli altri a cambiare nodo.
Messaggio finale
- Si può dissentire civilmente e restare alleati.
- Trattare ogni disaccordo come un test di lealtà indebolisce l’alleanza.
- Invece di lamentarsi o attaccare, costruisci (arena vs spettatori).
- Dobbiamo essere grati per dove siamo arrivati (MicroStrategy, Tether di Paolo Ardoino, ecc.) invece di lamentarci continuamente.
- Bitcoin è più grande di tutti noi e sopravviverà a tutti. Meglio concentrarsi su ciò che unisce e far crescere l’alleanza.
In sintesi, è un invito alla maturità, alla tolleranza delle differenze e a focalizzarsi sulla costruzione comune invece che sulle guerre interne

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